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A due anni dalla presentazione della mozione d’indirizzo che ne auspicava l’istituzione, oggi – 10° giornata per la salvaguardia del Creato – il Consiglio Comunale approva ed istituisce all’unanimità la “Consulta per la Pace, i Diritti Umani, la Nonviolenza ed il Disarmo”.

Il Comune di Palermo da alcuni anni interviene sui temi della Pace e della Nonviolenza, attraverso l’Assessorato alla Scuola, anche fidando nella consulenza, in materia di Educazione alla Pace, di Francesco Lo Cascio, presidente del MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) Palermo, nonché portavoce del Comitato per la Nonviolenza, la Pace, i Diritti Umani*, composto dalle associazioni promotrici dell’istituzione della Consulta e dell’Ufficio per la Pace.

Grazie al lavoro di sensibilizzazione verso queste tematiche, attuato dalle associazioni, il Comune ha potuto aderire al coordinamento degli Enti locali per la Pace ed i Diritti Umani, alle iniziative della Marcia Perugia-Assisi, e il sindaco, all’organizzazione internazionale Mayors for Peace,

La cultura di Pace, il rispetto dei diritti umani e la formazione alla cittadinanza democratica costituiscono lo “sfondo integratore” delle attività educative, formali ed informali.

Nel contesto attuale, particolarmente frammentato, multi-identitario e conflittuale, “fare” la Pace mediante l’educazione è diventato quanto mai necessario e urgente. Così come costituisce un’urgenza l’attuazione di un profondo cambiamento culturale che è in grado di trasformare il sogno della Pace in realtà.

Le sfide cruciali che saremmo costretti ad affrontare – “rapidaciòn”, cambiamento climatico, impoverimento, guerre, migrazioni – richiedono una crescente consapevolezza e la disponibilità, sollecitata con forza da Papa Francesco con l’Enciclica “Laudato Si”, ad assumere nuovi atteggiamenti e stili di vita.

La Consulta avrà le seguenti finalità:

  • l’educazione al dialogo e alla Pace, alla nonviolenza, alla conoscenza, alla difesa e al rispetto dei diritti umani, al disarmo e al lavoro attivo contro la guerra e al suo rifiuto come mezzo di risoluzione dei conflitti, alla mondialità e all’interculturalità, al riconoscimento e al rispetto delle differenze, alla solidarietà, allo sviluppo sostenibile, alla partecipazione civile attiva, ai metodi decisionali orientati al consenso, al rispetto e alla promozione della legalità, alla convivenza civile e pacifica;
  • la promozione e il sostegno della risoluzione nonviolenta dei conflitti, a partire dai rapporti interpersonali fino ai rapporti di cooperazione e solidarietà nazionale ed internazionale, la promozione e il sostegno della giustizia tra i popoli e nei rapporti tra gli Stati, del disarmo, della diplomazia popolare, delle ambasciate di democrazia locale e dei corpi civili di pace;
  • l’affermazione della multiculturalità con particolare attenzione al tema dell’accoglienza e della diversità;
  • l’avvio e il potenziamento delle relazioni di gemellaggio;
  • il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio;
  • contribuire a sostenere l’impegno per una risoluzione pacifica del conflitto in Medio-Oriente, per la Pace e un nuovo fiorente sviluppo nel Mediterraneo e per la costruzione di un’Europa delle città e dei cittadini, interculturale e accogliente contro ogni forma di pregiudizio, emarginazione sociale e xenofobia;
  • la garanzia dei diritti di obiezione di coscienza al militare, e del servizio civile nazionale ed europeo.

Le associazioni promotrici auspicano una rapida attuazione della delibera, l’accoglimento della loro proposta di migliore esplicitazione nello Statuto Comunale dell’adesione al valore costituzionale della ricerca della Pace e del ripudio della guerra, l’approvazione, a livello regionale della loro proposta di Legge per una Cultura di Pace, contenuta nel ddl 501.

Il comitato coinvolge le seguenti associazioni e ONG: Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR), Human Right Youth Organization (HRYO), Accademia Psicologia Applicata (APA),Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS), Centro Internazionale per la Promozione dell’ Educazione e dello Sviluppo (Ceipes), Apriti Cuore, Servizio Cristiano, Idea Rom Palermo, Democrazia in Movimento, Rete Lilliput Isola ,  Arcigay Palermo, Associazione teatrale Spazio Aperto,  Coop. Empedocle, Artemisia, ass. Estelas, Rivista Segno, Aleimar, Ass. Pro. Vi.(da)De.(rechos) – Regina della Pace)

Pubblicato da: Redazione | febbraio 19, 2015

Food Force

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Food Force: come simulare l’aiuto umanitario e approfondire il tema della fame con il videogioco del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM). Si tratta del primo videogioco “educational” delle Nazioni Unite con cui i ragazzi possono imparare, attraverso il gioco, molte cose sulla fame nel mondo e sul lavoro umanitario del PAM.

Food Force è un videogioco prodotto dall’agenzia delle Nazioni Unite, Programma Alimentare Mondiale (PAM). E’ gratuito e scaricabile dal sito web ad esso dedicato.
Si tratta del primo videogioco “educational” delle Nazioni Unite con cui i ragazzi tra gli 8 e i 13 anni possono imparare, attraverso il gioco, molte cose sulla fame nel mondo e sul lavoro umanitario del PAM.
Per gli insegnanti, un’apposita guida, rintracciabile sul sito http://www.food-force.rai.it o scaricabile direttamente da http://www.feedingminds.org dà informazioni e suggerisce il modo di trattare il tema della fame in classe a differenti livelli (scuola primaria, secondaria inferiore e superiore).
Ma cosa, concretamente, deve fare il giocatore per giungere alla fine del gioco?
Come in tutti i videogame, deve portare a termine con successo delle missioni accumulando punti.
Una volta terminato il gioco, può confrontare il suo punteggio con quello di altri giocatori nel mondo, collegandosi direttamente al sito e, in un rapporto interattivo con il PAM, acquisire anche nuove informazioni sulla fame e su come intervenire per arginarla.
In una prima sequenza di immagini, vieni rapidamente informato della crisi alimentare che ha colpito l’isola (immaginaria) di Sheylan, stremata da siccità e guerra. Un gruppo di operatori del Programma Alimentare Mondiale (PAM), l’agenzia delle Nazioni Unite in prima fila nel portare aiuto alimentare di emergenza, si attiva per rispondere alla crisi. Sono personaggi animati, tridimensionali: ogni missione che dovranno compiere simula la realtà del lavoro del PAM, sia quando interviene in crisi provocate da disastri naturali, come lo tsunami, sia in caso di guerra o carestia. Proseguendo nelle missioni, scoprirai anche le soluzioni date alla prima emergenza e quelle applicate alla ricostruzione.
Missione 1 – Sorveglianza aerea
food-force-19E’ questione di vita o di morte, rispondere rapidamente ad un’emergenza. Innanzitutto si tratta di valutare la gravità dei danni, poi si identificano le persone da assistere, quelle che possano portare gli aiuti e la strada più veloce per farlo.
La prima ad entrare in azione è la squadra di ricognizione del PAM. Centinaia di migliaia di abitanti di Sheylan hanno già abbandonato le proprie case. La squadra deve identificare dove sono le persone che hanno bisogno di cibo. Verrete aiutati a completare la prima missione utilizzando le informazioni raccolte sorvolando la zona.
Missione 2 – Cibo nutriente
Entra in azione Joe Zaki, esperto nutrizionista. Sarà lui a identificare quale è il cibo più adatto ad una data popolazione che vive l’emergenza.
Joe spiegherà qual è il pasto base che il PAM fornisce nelle situazioni di emergenza. La vostra abilità sta nel comporre il paniere alimentare più corretto e bilanciato dal punto di vista nutritivo senza spendere più di 30 centesimi di dollaro al giorno per persona. A disposizione ci sono gli elementi base dell’alimentazione – cereali, olio, legumi, zucchero e sale. Se riuscite a portare a termine con successo questo compito, passate alla missione successiva.
Missione 3 – Lanci aerei
14881-1Stabiliti, nelle prime due missioni, i bisogni della popolazione e quale cibo consegnare, si tratta di risolvere ora i problemi legati alla logistica. Pensate al Sudan o all’Asia sconvolta dallo tsunami: i problemi logistici sono enormi.
Carlos, dirigente di ALITE, il settore logistico del PAM per le emergenze, è il personaggio che vi guida in questa terza missione. Le navi trasportano il cibo ma ci vogliono molte settimane prima che giungano a destinazione. Il mezzo più rapido è l’aereo. Il suo utilizzo consente anche di paracadutare il cibo in aree sicure. Ma questo tipo di intervento costa molto. Va usato solo in casi estremi quando non è disponibile alcuna altra soluzione. Ce la farà il nostro Carlos a trovare il giusto equilibrio nelle scelte logistiche tenendo presente i costi e fatta salva la priorità di salvare vite umane? Se ce la fa passate alla quarta missione.
Missione 4 – Localizzare e consegnare
Protagonista è Miles, direttore della logistica. Il suo compito – e dunque quello di te giocatore – è di riempire i magazzini dell’Isola di Sheylan e garantire un continuo flusso di cibo agli abitanti dell’isola per i prossimi sei mesi. Il compito non è semplice.
Innanzitutto dovrete identificare i giusti donatori. Infatti il PAM ha bisogno di donazioni per acquistare e consegnare il cibo. Non tutti i paesi sono in grado di fare ciò. Chi è il partner giusto che potrà fare una donazione in denaro o in cibo e coprire le spese di trasporto? Si tratta di trovarlo tra i governi e i soggetti del settore privato.
Il secondo passaggio riguarda l’acquisto del cibo che, preferibilmente, va fatto nel luogo dove esso è disponibile e più vicino al centro della crisi, così da giungere nel più breve tempo possibile a destinazione.
Se siete riusciti in questi due compiti, siete a buon punto. Adesso basta garantire che la catena dei rifornimenti non si interrompa nei successivi sei mesi. Se si è certi di questo, passate alla missione 5.
Missione 5 – La consegna del cibo
urlLa missione da compiere è scortare il cibo dal punto di arrivo (porto, ferrovia, ecc.) ai centri del PAM, ai campi dei rifugiati o di sfollati, ecc. Il compito è difficile. Le strade spesso sono interrotte o poco sicure. In questa missione vi guida Rachel, l’esperta di logistica del PAM. Con lei dovrete superare molte prove come lo sminamento di un tratto stradale o la ricostruzione di un ponte. Infine dovrete negoziare il passaggio del convoglio con le forze ribelli. Vi sembra poco? Se ci riuscite andate all’ultima missione.

 

 

Missione 6 – L’agricoltura futura
imgresNella vostra sesta e ultima missione siete responsabili di gestire al meglio il cibo arrivato nell’isola di Sheylan. Avete superato i momenti più difficili dell’emergenza. Ma ciò non basta. Le persone continuano ad aver bisogno dell’aiuto alimentare mentre tentano di ricostruirsi una vita. Joe Zaki, il primo personaggio incontrato nel gioco, è di nuovo tra noi. Vi aiuterà lui a trovare i modi migliori di utilizzare il cibo per progetti di lungo periodo. A voi la scelta di destinare l’aiuto alimentare ai programmi di alimentazione scolastica, a progetti di lavoro o di addestramento professionale, ecc. Ma attenzione: dovete riuscire a ricreare, nell’isola di Sheylan, un villaggio capace di diventare autosufficiente. Si tratta, in sostanza, di usare il cibo come uno strumento di sviluppo. Proprio quello che fa il PAM nella realtà del dopo emergenza.
Se siete giunti sino a qua e avete completato anche la sesta missione, avete la stoffa per lavorare nel campo umanitario.
Se volete saperne di più o se volete scovare gente come voi, andate nel sito http://www.food-force.rai.it . Una piccola comunità virtuale di gente che lotta contro la fame vi sta aspettando.

 

DOWNLOADhttp://food-force.softonic.it/

Pubblicato da: Redazione | febbraio 19, 2015

Grisù il draghetto Pompiere!

 

l protagonista è un giovane draghetto di nome Grisù che, malgrado sia l’ultimogenito di una grande stirpe di draghi avvampatori, i Draconis, sogna di diventare pompiere. Il draghetto vive con il padre Fumè Draconis in Scozia, precisamente nella Valle Del Drago, meta turistica di cui Fumè è la principale attrazione. Ma Grisù è di tutta altra pasta: invece di vulcani in eruzione e incendi distruttori, Grisù sogna le rosse autopompe dei pompieri nelle quali, malgrado le continue raccomandazioni del suo benefattore Sir Cedric McDragon, e di sua moglie Lady Rowena McDragon, non riesce ad entrare. Grisù comunque si dà da fare e svolge molti altri lavori tra i quali agente segreto, fuochista, regista, domestico, fantino, ingegnere nucleare e navale, e anche molti altri. Grisù odia il suo fuoco: pensa che sia un elemento inutile e dannoso, non vedendo i lati positivi di questo suo dono (il fuoco è energia), forse perché quando si emoziona incenerisce tutto. Spesso, quando si reca per far visita a Sir Cedric, incontra Torvo, un tordo scozzese che abita vicino al nobile, il quale malgrado cerchi ogni volta di sfuggire al draghetto viene immancabilmente colpito da una fiammata. Inoltre Grisù fa spesso visita ai suoi parenti: al nonno Zampirone Draconis, agli zii Fumicerio, Piromanzio e Falò Draconis, alla zia Favilla Draconis ed a Loch Nessie.

Nell’ultima parte della serie Grisù viene spesso inviato da Sir Cedric a svolgere missioni di tipo umanitario presso paesi sottosviluppati come Cavernizia, Gommuria, Rupe Foschia ecc. Grisù svolge il compito con grande dedizione. Ma proprio quando viene ringraziato per l’ottimo lavoro svolto, il piccolo Draghetto si commuove e sprigiona una potente fiammata che, solo ai suoi occhi, distrugge ogni sua fatica. In verità le sue fiammate hanno quasi sempre un esito positivo migliorando lo stile di vita degli abitanti del paese che Grisù ha aiutato. Ad un certo punto della serie Grisù assieme al padre fa una scoperta eccezionale: la stirpe di draghi non è nata sulla terra, bensì su un altro pianeta: il pianeta Dracone. L’arrivo delle creature sulla terra avvenne circa 2.000.000 di anni fa quando una squadra di astronauti draconiani scesero sulla Terra dove l’ossigeno li fece diventare da blu a verdi e generò il fuoco nei loro polmoni. In seguito a questa scoperta i due draghi si recano su Dracone dove scoprono che un’idra avvampatrice a tre teste di nome Flamagor terrorizza i poveri Draconiani. I due sconfiggono con facilità l’idra ed in seguito verranno seguiti sulla Terra da Krazy, draghetta figlia di Brogan, Re e Padre di tutti i draghi, e amichetta di Grisù.

Pubblicato da: Redazione | gennaio 28, 2015

Bans!

bans zecchino d’oro

 

ciccio pasticcio “il cavaliere stanco”

 

Playlist !!!! 20 bans!

 

bans ACR

 

bans ACR

 

 

bans del pop corn

Pubblicato da: Redazione | giugno 21, 2014

Dimostrazione del teorema di pitagora, semplice come…l’acqua!

Pubblicato da: Redazione | giugno 13, 2014

Giochi cooperativi

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Pubblicato da: Redazione | febbraio 26, 2014

“Non è mai troppo tardi”: il Maestro Alberto Manzi

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Non è mai troppo tardi – 1^ puntata del 24/02/2014.

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Non è mai troppo tardi – 2^ puntata del 25/02/2014.

clicca l’immagine o il link per vedere il film

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lettera originale di Alberto Manzi ( tratta dal sito MCE – movimento di cooperazione educativa)

Links:

http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Manzi

http://www.centroalbertomanzi.it

Pubblicato da: Redazione | dicembre 15, 2013

Play the Peace Doves Game. Disarm the world with the help of Peace.

nobel game

Pubblicato da: Redazione | novembre 11, 2013

La foresta della Guadagna: la storia del Gigante Egoista….

Qualcuno ha recintato lo spazio del centro sociale Arcobaleno, del quartiere della Guadagna a Palermo, impedendo ai bambini di poter giocare.

A noi questa storia ricorda tanto la storia del Gigante Egoista e ve la vogliamo raccontare.

MaestroFrancesco

Tutti, i giorni, finita la scuola, i bambini andavano a giocare nel giardino del gigante.
Era un giardino grande e bello coperto di tenera erbetta verde. Qua e là sulla erbetta, spiccavano fiori simile a stelle; in primavera i dodici peschi si ricoprivano di fiori rosa perlacei e, in autunno, davano i frutti. Gli uccelli si posavano sugli alberi e cantavano con tanta dolcezza che i bambini sospendevano i loro giochi per ascoltarli.
-Quanto siamo felici qui!- si dicevano.
Un giorno il gigante ritornò. Era stato a far visita al suo amico, il mago di Cornovaglia, e la sua visita era durata sette anni.
Alla fine del settimo anno, aveva esaurito quanto doveva dire perché la sua conversazione era assai limitata, e decise di far ritorno al castello. Al suo arrivo vide i bambini che giocavano nel giardino. -Che fate voi qui?- esclamò con voce burbera, e i bambini scapparono.
-Il mio giardino è solo mio! -disse il gigante- lo sappiano tutti: nessuno, all’infuori di me, può giocare qui dentro. Costruì un alto muro tutto intorno e vi affisse un avviso:

GLI INTRUSI SARANNO PUNITI

Era una gigante molto egoista.

I poveri bambini non sapevano più dove giocare. Cercarono di giocare sulla strada, ma la strada era polverosa e piena di sassi, e non piaceva a nessuno. Finita la scuola giravano attorno all’alto muro e parlavano del bel giardino.
-Com’eravamo felici!- dicevano tra di loro.
Poi venne la primavera, e dovunque, nella campagna, v’erano fiori e uccellini.

Soltanto nel giardino del gigante regnava ancora l’inverno.
Gli uccellini non si curavano di cantare perché non c’erano bambini e gli alberi dimenticarono di fiorire.
Una volta un fiore mise la testina fuori dall’erba, ma alla vista dell’avviso provò tanta pietà per i bambini che si ritrasse e si riaddormentò. Solo la neve e il ghiaccio erano soddisfatti.
-La primavera ha dimenticato questo giardino -esclamarono- perciò noi abiteremo qui tutto l’anno.
La neve copriva l’erba con il suo grande manto bianco e il ghiaccio dipingeva d’argento tutti gli alberi.
Poi invitarono il vento del nord. Esso venne avvolto in una pesante pelliccia e tutto il giorno fischiava per il giardino e abbatteva i camini.
-E’ un posto delizioso -disse- dobbiamo invitare anche la grandine.
E la grandine venne. Tre ore al giorno essa picchiava sul tetto del castello finché ruppe le tegole; poi, quanto più veloce poteva, scorrazzava per il giardino.
Era vestita di grigio, e il suo fiato era freddo come il ghiaccio.
-Non riesco a capire perché la primavera tardi tanto a venire -disse il gigante egoista mentre, seduto presso la finestra, guardava il suo giardino gelato e bianco:
-Mi auguro che il tempo cambi.
Ma la primavera non venne mai e nemmeno l’estate. L’autunno diede frutti d’oro a tutti i giardini, ma nemmeno uno a quello del gigante.
Era sempre inverno laggiù e il vento del Nord, la Grandine, il gelo e la Neve danzavano tra gli alberi.
Una mattina il gigante udì dal suo letto: una dolce musica, risuonava tanto dolce alle sue orecchie che pensò fossero di musicanti del re che passavano nelle vicinanze. Era solo un merlo che cantava fuori dalla sua finestra, ma da tanto tempo non udiva un uccellino cantare nel suo giardino, che gli parve la musica più bella del mondo.
La Grandine cessò di danzare sulla sua testa, il Vento del Nord smise di fischiare e un profumo delizioso giunse attraverso la finestra aperta.
-Credo che finalmente la primavera sia venuta- disse il gigante; balzò dal letto e guardò fuori della finestra.
Che vide? Una visione meravigliosa. I fanciulli entrati attraverso un’apertura del muro e sedevano sui rami degli alberi.
Su ogni albero che il gigante poteva vedere c’era un bambino. Gli alberi,felici di riavere i fanciulli, s’erano ricoperti di fiori e gentilmente dondolavano i rami sulle loro testoline.
Gli uccellini svolazzavano intorno cinguettando felici e i fiori sollevavano il capo per guardare di sopra l’erba verde e ridevano. Era una bella scena. Solo in un angolo regnava ancora l’inverno.
Era l’angolo più remoto del giardino, e vi stava un bambinetto. Era tanto piccolo che non riuscire a raggiungere il ramo dell’albero e vi girava intorno piangendo disperato.
Il povero albero era ancora coperto dal gelo e dalla neve e sopra di esso il vento del nord fischiava.
-Arrampicati piccolo- disse l’albero e piegò i suoi rami quanto più poté: ma il bimbetto era troppo piccino.
A quella vista il cuore del gigante si intenerì.
-Come sono stato egoista!- disse.-Ora so perché la primavera non voleva venire.
Metterò quel bambino in cima all’albero poi abbatterò il muro e il mio giardino sarà, per sempre, il campo di giochi dei bambini. –
Era veramente addolorato per quanto aveva fatto.
Scese adagio le scale e aprì la porta d’ingresso. Ma quando i bambini lo videro, si spaventarono tanto che scapparono, e nel giardino regnò di nuovo l’inverno. Soltanto il bambinetto non scappò; i suoi occhi erano così colmi di lacrime che non vide venire il gigante. E il Gigante giunse di soppiatto dietro a lui, lo prese delicatamente nella sua mano e lo mise sull’albero. E l’albero fiorì, gli uccellini vennero a cantare e il bambino allungò le braccine, si avvicinò al collo del gigante e lo baciò.
Non appena gli altri bambini videro che il gigante non era più cattivo, ritornarono di corsa e con essi venne la primavera.
-Ora questo è il vostro giardino, bambini – disse il gigante e, presa una grande ascia, abbatté il muro.
A mezzogiorno la gente che andava al mercato vide il gigante giocare con i bambini nel giardino più bello che avessero mai veduto. Giocarono tutto il giorno e la sera i bambini salutarono il gigante.
-Dov’è il vostro piccolo amico? – disse: -Il bambino che io ho messo sull’albero?-
Il gigante l’amava più di tutti perché l’aveva baciato.
-Non lo sappiamo -risposero i bambini- se n’è andato.
-Dovete dirgli che domani deve assolutamente venire- disse il gigante.
Ma i bambini risposero che non sapevano dove abitasse e che prima non l’avevano mai veduto, e il gigante si sentì molto triste.
Ogni pomeriggio, finita la scuola, i bambini venivano a giocare con il gigante. Ma il bambinetto che il gigante prediligeva non si vide più.
Il gigante era molto buono con tutti, ma desiderava il suo piccolo amico e spesso parlava di lui.
-Quanto mi piacerebbe vederlo-diceva sovente.

Gli anni passarono, e il gigante divenne vecchio e debole. Non poteva più giocare;
sedeva in una grande poltrona e osservava i bambini mentre giocavano e ammirava il suo giardino.
-Ho molti bei fiori- diceva- ma i bambini sono i fiori più belli.
Una mattina d’inverno, mentre si vestiva,guardò fuori dalla finestra. Ora non odiava più l’inverno perché sapeva che era soltanto la primavera addormentata e che i fiori si riposavano.

Ad un tratto si fregò gli occhi sorpreso e si mise a guardare intensamente.
Era una cosa veramente meravigliosa. Nell’angolo più remoto del giardino v’era un albero interamente ricoperto di fiori bianchi. Dai rami d’oro pendevano frutti d’argento, e sotto di essi stava il bambinetto ch’egli aveva amato. Il gigante scese di corsa e, tutto acceso di gioia, uscì nel giardino. Si affrettò sull’erba e s’avvicinò al bambino.
Quando gli fu vicino si fece rosso di collera e disse:
Chi ha osato ferirti?– perché il bambino aveva il segno di due chiodi sul palmo delle mani e sui piedi.
Chi ha osato ferirti?– esclamò il gigante- dimmelo e io prenderò la mia grossa spada e l’ammazzerò.
-No- rispose il bambino- queste sono soltanto le ferite dell’amore.
Chi sei?– chiese il gigante, e uno strano stupore s’impadronì di lui e s’inginocchiò dinanzi al bambino.

Il bambino gli sorrise e disse:
Un giorno mi lasciasti giocare nel tuo giardino, oggi verrai a giocare nel mio giardino, che è il Paradiso.

Quando nel pomeriggio i fanciulli entrarono di corsa nel giardino trovarono il gigante morto, ai piedi dell’albero tutto coperto di fiori candidi.

Oscar Wilde

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