Pubblicato da: Francesco | maggio 23, 2012

Ricordando Facone e Melissa

 

 

Realizzato da Francesca Pennino 4B

Pubblicato da: Francesco | aprile 23, 2012

Mandala da colorare

Clicca il disegno e colora!!!

Mandala da stampare e colorare:

http://www.stampaecolora.com/disegni/disegni-Mandala-209.html

http://www.colorare.it/mandala-bambini.html

Pubblicato da: Francesco | marzo 15, 2012

Mappa della 4B sulle Piramidi

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Pubblicato da: Francesco | marzo 10, 2012

bubbl.us

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Mappe concettuali: www.bubbl.us

Pubblicato da: Francesco | gennaio 31, 2012

Regalo di Chiaretta

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Grazie!!!

Pubblicato da: Francesco | gennaio 28, 2012

Sei una maestra se….

 

Pubblicato da: Francesco | novembre 25, 2011

L’uomo che piantava gli alberi

“Se si teneva a mente che era tutto scaturito dalle mani e dall’anima di quell’uomo, senza mezzi tecnici, si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre alla distruzione.”

Film d’animazione di Frédérick Back tratto dal romanzo di Jean Giono. Vincitore del premio Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione nel 1988.

Pubblicato da: Francesco | novembre 11, 2011

Palermo come era….

Ecco il link dove trovare le mappe antiche di Palermo, osserva come il mare ed i fiumi siano stati progressivamente interrati.

Link: http://bellapalermonline.com/dalla-fondazione-fenicia-viii-sec-ac-alla-tarda-stagione-araba-xi-sec-d-c.html

Pubblicato da: Francesco | novembre 4, 2011

Promemoria (di Gianni Rodari)

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

Pubblicato da: Francesco | novembre 4, 2011

“La guerra delle campane” di Gianni Rodari

C’era una volta una guerra, una grande e terribile guerra, che faceva morire molti soldati da una parte e dall’altra. Noi stavamo di qua e i nostri nemici stavano di là, e ci sparavano addosso giorno e notte, ma la guerra era tanto lunga che a un certo punto ci venne a mancare il bronzo per i cannoni, non avevamo più ferro per le baionette, eccetera.

Il nostro comandante, lo Stragenerale Bombone Sparone Pestafracassone, ordinò di tirar giù tutte le campane dai campanili e di fonderle tutte insieme per fabbricare un grossissimo cannone: uno solo, ma grosso abbastanza da vincere tutta la guerra con un sol colpo.

A sollevare quel cannone ci vollero centomila gru; per trasportarlo al fronte ci vollero novantasette treni. Lo Stragenerale si fregava le mani per la contentezza e diceva: – Quando il mio cannone sparerà i nemici scapperanno fin sulla luna.

Ecco il gran momento. Il cannonissimo era puntato sui nemici. Noi ci eravamo riempiti le orecchie di ovatta, perché il frastuono poteva romperci i timpani e la tromba di Eustachio.

Lo Stragenerale Bombone Sparone Pestafracassone ordinò: – Fuoco!

Un artigliere premette un pulsante. E d’improvviso, da un capo all’altro del fronte, si udì un gigantesco scampanio: Din! Don ! Dan!

Noi ci levammo l’ovatta dalle orecchie per sentir meglio.
- Din! Don! Dan! – tuonava il cannonissimo. E centomila echi ripetevano per monti e per valli: – Din! Don! Dan!
- Fuoco! – gridò lo Stragenerale per la seconda volta: Fuoco, perbacco!

L’artigliere premette nuovamente il pulsante e di nuovo un festoso concerto di campane si diffuse di trincea in trincea. Pareva che suonasse insieme tutte le campane della nostra patria. Lo Stragenerale si strappava i capelli per la rabbia e continuò a strapparseli fin che gliene rimase uno solo.

Poi ci fu un momento di silenzio. Ed ecco che dall’altra parte del fronte, come per un segnale, rispose un allegro, assordante: – Din! Don! Dan!

Perché dovete sapere che anche il comandante dei nemici, il Mortesciallo Von Bombonen Sparonen Pestafrakasson, aveva avuto l’idea di fabbricare un cannonissimo con le campane del suo paese.
- Din! Dan! – tuonava adesso il nostro cannone.
- Don ! – rispondeva quello dei nemici. E i soldati dei due eserciti balzavano dalle trincee, si correvano incontro, ballavano e gridavano: – Le campane, le campane! È festa! È scoppiata la pace!

Lo Stragenerale e il Mortesciallo salirono sulle loro automobili e corsero lontano, e consumarono tutta la benzina, ma il suono delle campane li inseguiva ancora.

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